Cinque motivi poco ovvi per cui potreste perdere il vostro account Twitter (e come prevenirlo)

In precedenza abbiamo elencato una breve lista di ragioni sottovalutate per cui potreste vedere limitato o terminato il vostro account LinkedIn. LinkedIn si rivolge ad un pubblico limitato ai professionisti mentre Twitter raggiunge anche una fascia più giovane. Ciò spiega le molte differenze fra i rispettivi Termini d’Uso, lo stile del primo presenta forti somiglianze al tipico contratto commerciale, mentre il secondo è meno formale ma altrettanto perentorio nel legarvi ai vostri obblighi.

 Notiamo subito che l’elenco delle cose da fare e non fare non è inserito nel corpo dei Termini di Servizio (a parte l’ultimo paragrafo della sezione “Restrictions on Content and Use of the Services” riguardo ad alcune azioni di natura tecnica che verrebbero classificate come “hacking” da qualsiasi punto di vista le si guardi) bensì linkato in un punto del testo. Lo stesso vale per l’insieme di regole cui gli sviluppatori che si appoggino alle API di Twitter devono attenersi, un motivo in più per cui potreste averlo mancato.

 Le infrazioni legate allo spam sembrano essere la principale preoccupazione di questa piattaforma, quel che potrebbe spiazzarvi è come Twitter veda un legame fra attività in apparenza legittime e lo spam, prendendo apposite contromisure:


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1) “Gli account inattivi per più di 6 mesi possono venir rimossi senza avviso”.

Non ve l’aspettavate, eh? Twitter associa gli account inattivi allo “user name squatting” meglio conosciuto come “namesquatting”, pratica in cui grandi quantità di nomi utente vengono registrate da individui con fini di cybersquatting. La chiusura di account inattivi libera questi nomi utente per rimetterli a disposizione dei nuovi arrivati e dei legittimi proprietari dei marchi. Postare un tweet almeno ogni 180 giorni basterà a far fronte a questo rischio.

2) “Se hai seguito una gran quantità di utenti in un breve lasso di tempo”.

Qui sconfiniamo nelle comuni tattiche per attrarre attenzione da potenziali seguaci disposti a ricambiare, specie se sei un neo-iscritto con tutte le difficoltà del caso nel farti notare. Eppure ciò potrebbe farti apparire come uno spambot o comunque un utente “aggressivo”: stabilisci un ragionevole limite giornaliero di gente da seguire e mantieniti sotto tale soglia.

3) “Se a ripetizione segui e poi smetti di seguire terzi soggetti, che sia per accumulare follower o per ottenere più attenzione verso il tuo profilo”.

Un rafforzativo del punto 2, la differenza principale è che seguire e poi abbandonare col solo fine di ampliare la vostra audience viene considerata pure una violazione della netiquette. Pensateci due volte prima di seguire qualcuno, ergo fatelo se siete davvero interessati ai suoi contenuti, e smettete solo se non lo merita più (contenuti mediocri, spam, numero eccessivo di tweet giornalieri, etc.).

4) “Se hai pochi follower rispetto al numero di account che stai seguendo”.

Ecco un’altra situazione in cui Twitter può vedervi come sospetto spammer, ovviamente ci sono degli altri requisiti da soddisfare per farsi bollare come tale, altrimenti ci sarebbero davvero ben pochi utenti rimasti in giro. La piattaforma stessa pone di default un tetto di utenti che puoi seguire contemporaneamente a 2.000, a meno che tu non riesca ad accumulare altrettanti follower, una volta superato questo limite il nuovo tetto dipenderà in maniera proporzionale da quanta ulteriore gente ti seguirà.

5) “Creare account in massa può condurre alla sospensione di tutti gli account collegati”.

Twitter ti limita ad un account per ogni indirizzo email usato per effettuare il login, esistono vari modi per aggirare ciò (ad esempio gli alias di Gmail, per dirne uno) ma siccome la creazione di account di massa è uno degli strumenti preferiti dagli spammer faresti bene ad essere molto cauto sul numero di quanti ne apri e gestisci. Lasciati guidare dal buon senso in questo.

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Conclusioni

La prima stesura dei termini d’uso di Twitter fu ispirata da quelli di Flickr (col permesso dell’interessato, come riportato qua), si è presto evoluta allo stadio attuale ed è rimasta grossomodo la stessa negli ultimi tre anni, mantenendo la lotta allo spam al centro dei propri obiettivi.

Perciò la miglior prassi è di mantenere le tue attività giornaliere entro limiti ragionevoli sebbene la natura coinvolgente del servizio porti facilmente ad infrangerle.


Autore: Fabrizio Bartoloni


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